Avere tra le
mani Sammarchesi di Luigi Soccio, nostro compaesano emigrato ed integrato
in Australia,
come tantissimi altri, mi fece un certo effetto, soprattutto per chi come me ha
potuto
sentire molte volte
dalla viva voce di amici e parenti quel che è stata l'Australia per loro, quel
che è stato emigrare, quel che è stato (e quel che è ancora oggi, ma lo sarà per
sempre, io credo)
l 'essere costretti
ad abbandonare all'improvviso affetti, tradizioni, saperi paesaggi, clima,
civiltà e tante altre cose: in una parola S. Marco! Quel testo mi ha provocato
allo stesso tempo tenerezza, commozione, rabbia.
Eh sì, rabbia, perchè era in lingua inglese e la cosa non andava bene a me e alla quasi totalità dei sammarchesi di S. Marco che poco o nulla sanno della lingua inglese. Poi, Luigi Mastromauro ed Elisabetta D 'Amore vennero a trovarci ancora una volta e insieme decidemmo del nuovo viaggio delle ragazze e dei ragazzi della nostra scuola a Melbourne con l 'impegno che avremmo tradotto e pubblicato Sammarchesi, così che tutti a S. Marco e nei mille luoghi dove si trovano i sammarchesi nel mondo avrebbero potuto laggere del dolore, della sofferenza, della nostalgia, dell 'amore per le proprie origini di tante nostre sorelle e di tanti nostri fratelli emigrati in Australia in cerca di lavoro, di futuro, di speranza, di felicità.
Questo è il nostro regalo, è il nostro grazie a tutti voi che desiderate con tutte le vostre forze di sentirvi ancora «di S. Marco», «sammarchesi» seppure d'Australia.
Antonio Cera
Preside