Il SANTUARIO di SANTA MARIA DI STIGNANO
![]() Si narra che San Francesco d'Assisi, nel 1216, passando per la valle di Stignano diretto alla Grotta dell'Arcangelo Michele, sia rimasto estasiato per l'amenità del luogo, per la sua luce, per la maestosità delle montagne verdi e severe, per la feracità del suolo, il profumo dell'aria, i colori dei fiori. Si dice che, commosso, abbia benedetto i frutti di questa terra. Situato all'ingresso dell'ampia valle che si apre a nord ovest sulla sconfinata pianura del Tavoliere, dove la strada comincia ad inerpicarsi, il santuario rappresenta la porta settentrionale del Gargano dei santuari. La "Via Sacra Langobardorum" entra nel vivo con una tappa densa di altissima spiritualità mariana e francescana. Stignano è il luogo da cui il pellegrino incomincia il suo vero cammino penitenziale fatto di sofferenza, ma anche di intensa gioia. La leggenda dice che Leonardo di Falco, povero e cieco, originario di Castel Pagano, nelle sue peregrinazioni di mendicante un giorno s'addormentò sotto una quercia. Gli apparve la Vergine Santissima che gli indicava, poggiata sui rami di un albero, una statua raffigurante la Madre di Dio col Bambino. Il cieco, riacquistata la vista, raccontò tutto ai sacerdoti di Castel Pagano, i quali, in processione, vennero a rilevare la sacra immagine. Sul luogo venne costruita una cappelletta, di cui parla un documento del 1231, divenuta subito meta di pellegrinaggi. Nei pressi della chiesina i pellegrini abruzzesi e molisani diretti alla Grotta dell'Arcangelo Michele sostavano per una preghiera e un modesto ristoro. Nel 1515 Ettore Pappacoda, feudatario della zona, costruì la bella chiesa che oggi si ammira in seguito completata dalla stupenda cupola. Durante il sec. XVI il santuario fu dato ai Frati Minori Osservanti. Con la loro venuta il Santuario cominciò ad essere conosciuto anche in tutto il Tavoliere e sul Gargano. Fu rifinita la bella facciata della chiesa con la meravigliosa lunetta del portale maggiore raffigurante la Vergine Madre di Dio. Il calcare rossiccio della facciata riempie al tramonto la valle di una luce calda che penetra nell'intrico delle querce, degli olmi e degli olivastri e trasmette il senso di una presenza familiare e trascendente al tempo stesso: la Madre di Dio benedice la teoria dolente e piena di speranza dei pellegrini che s'inerpicano su per le balze odorose del Gargano. Il convento, costruito intorno ai due chiostri porticati, venne concepito per i francescani, con ampie sale per i laboratori, i magazzini, la biblioteca, i luoghi di riunione. I dormitori, tutti posti al piano superiore, sono pieni di luce in faccia alla campagna sconfinata. La natura penetra da ogni parte. Il convento di Stignano si distingue dagli altri luoghi francescani della Capitanata. Esso rappresenta l'inserimento di un movimento duttile e versatile come quello francescano nella temperie culturale rinascimentale, dove tutto è relazione e dialogo. I Frati Osservanti della Provincia di Sant'Angelo tra la seconda metà del sec. XVI e gli inizi del XVII, avevano individuato nel convento di Stignano e in quello di San Matteo, ambedue a San Marco in Lamis, i due maggiori punti di irradiazione in tutta la Capitanata. Erano anche, fra tutti i conventi francescani della Capitanata, i due maggiori punti di aggregazione di pellegrini e fedeli. Il convento di Stignano fu costruito tenendo a mente queste due caratteristiche, come un luogo dove è facile sia l'arrivo che la partenza, dove è facile restare, dove è facile il rapporto umano, ma anche il rigore dell'ascesi; è agevole il passaggio del pellegrini e la loro accoglienza. Si moltiplicarono i pellegrinaggi da tutti i paesi vicini, ma anche da quelli lontani. Fino alla metà del sec. XIX fu uno dei più grandi santuari mariani della Capitanata. La festa, che si celebrava il 15 agosto, richamava per tutta l'estate folle considerevoli. Nei primi decenni del sec. XVII il convento, insieme a quello di San Matteo, divenne noviziato della provincia francescana di Sant'Angelo. Il declino del Santuario di Stignano iniziò nel 1862 quando venne chiuso dalle autorità a causa del brigantaggio allora imperversante. Iniziò per il glorioso santuario di Stignano un periodo buio e doloroso, che si concluse nel 1953 con la donazione del convento ai Frati Minori di Puglia e Molise da parte dell'attuale proprietario Francesco Centola. Da allora sono stati fatti molti lavori di restauro e ristrutturazione. La chiesa ha ricominciato a funzionare. E' auspicio di tutti che il santuario di Stignano riprenda in pieno il suo ruolo religioso che la storia gli ha assegnato, quello di essere il primo santuario che i pellegrini provenienti dal nord incontrano sul Gargano.
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