Unser Gymnasium „P. GIANNONE“ von S. Marco in Lamis hat sich auch dem Ausland geoeffnet und bereits ein erstes europäisches Projekt Comenius 1 verwirklicht: EUROPA ZU ENTDECKEN: GEMEINSAMKEITEN UND UNTERSCHIEDE. Anfang Oktober dieses Jahres waren Schueler und Lehrer des GYMNASIUMS „GIANNONE“, für eine ganze Woche, Gaeste der Schule „JANA PAWA II“ di RZESZÓW – POLONIA und WIR wurden von aufgeschlossenen Familien empfangen und aufgenommen. Die Jugendlichen hatten Gelegenheit nicht nur zum regelmaessigen Schulbesuch, sondern auch zur Erkundung der huegeligen Stadt und Umgebung, darueber hinaus zu Ausfluegen nach Krakow, Auschwitz u.s.w.
Die dadurch entstandenen neuen Freundschaften unter Lehrern und Schuelern duerften beim Treffen im Fruehling aller am Projekt teilnehmenden Schulen weiterhin ausgebaut und vertieft werden.
Roma-Fiumicino: una bella giornata di sole accoglie il gruppo-docenti e gli alunni dell’II.SS. “P. Giannone” di S. Marco in Lamis; al “Leonardo Da Vinci” la fila per l’imbarco è quella solita che aspetta di “volare” e di iniziare un’altra “avventura” per recarsi in Polonia e concretizzare così uno dei primi VIAGGI-INCONTRO del Progetto Comenius.
Qualcuno dei ragazi non ha mai volato, ma l’ansia dei primi momenti è superata dal rullo dei motori che innalzano da terra l’aereo per il decollo e lo mettono in quota su un cielo di nuvole bianche e trasparenti, tanti batuffoli di “bambagia” su cui adagiarsi per guardare dall’alto paesi, mari, boschi e villaggi. Sembra lontana e piccola la terra sino a quando non si vira per iniziare l’atterraggio sul suolo polacco. Aeroporto “Giovanni Paolo II” di Cracovia, finalmente pronti per affrontare altri 200 Km. per arrivare a RZESZOW (Jejouf ci dice qualcuno in treno che conosce bene la pronuncia). Un pezzo d’Italia è pure qui, visto che incontriamo un giovane cantautore siciliano in cerca di fortuna…
E la sera ci accoglie già inoltrata a Rezszòw dove l’albergo sito nella piazza del Centro cittadino è degno di ulteriore buona accoglienza…pochi passi più in là il ristorante italiano è dedicato anch’esso a Leonardo Da Vinci (sarà un caso?), ma noi di primo acchito preferiamo cenare in un ristorante polacco per familiarizzare con la cucina locale e assaggiare “morbide” zuppe e “piatti speciali”. E’ un modo anche questo per prendere contatto con la realtà, per imparare a comprendere qualche prima parola della nuova lingua: “ginkuja” (grazie) per questa prima accoglienza polacca…
L’indomani, di prima mattina, la pioggia ugualmente ci accoglie e ci dà spazio per raggiungere la scuola: l’Istituto “GIOVANNI PAOLO II”, istituto statale, ma brillantemente condotto da alcune suore. Ci accoglie, sempre sorridente e gentilissima la Madre Superiora Suor Anna Telus che parla molto bene il francese e che ci invita a seguire il programma della giornata: lavori con gli altri docenti, provenienti dalle varie nazioni aderenti al Progetto, per la definizione degli obiettivi e per fissare le scadenze da rispettare per la prosecuzione dell’esperienza. Inoltre gli studenti che partecipano a questa fase, dopo aver fatto amicizia con gli altri polacchi, dovranno seguire, insieme con loro, le lezioni scandite da ben tre pause (dalle 7.30 alle 15.00). Tutti i docenti: soprattutto quelli italiani, polacchi e tedeschi ci si intende formidabilmente e si conviene sulle varie e diverse tappe, a lunga scadenza, da seguire insieme per portare felicemente a conclusione il progetto. Di fronte a una buona tazza di caffè “straniero” tutti i docenti convergono su linee di discussione e su comuni intese e interessi didattici. La finalità pedagogica, poi, è quella più immediata e importante che tutti condividono.
Definite regole e comportamenti, linee progettuali e modalità d’intervento si potrà certamente seguitare a fare esperienza con risultati sicuramente positivi e ottimali. E questo è nei voti di tutti.
La Polonia, poi, è bella da visitare e oltre a Rzeszòw ci sono tante altre città da visitare, per cui dopo aver visitato i dintorni della cittadina che ci ospita (compreso il bellissimo castello di Tancut - una sorta di piccola reggia come a Caserta), due tappe obbligate per noi sono: Cracovia e Auschwitz. Abbiamo da apprendere e far esperienza anche noi insieme agli alunni!
Ci accoglie, così, in un pomeriggio di sole Cracovia, la città delle cento chiese, la città del Papa (già primate di Polonia), la città nella cui piazza vive tutto un mondo variegato che ci affascina fino a quando le prime luci della sera, color ambra (come i suoi gioielli), non ci convincono a ritornare “alla base”, utile distrazione questa visita ai lavori progettuali che si susseguono a ritmo serrato…
D’altro tenore e semplicemente “commovente” può definirsi, invece, la visita che segue ad Auschwitz. Qui si è consumato il dramma del nostro secolo, qui rivive la storia triste di Anna Frank, di Etty Hillesum, di S. Massimiliano Kolbe, di Santa Edith Stein, qui l’uomo è stato offeso, umiliato, annientato dai totalitarismi del Novecento, ed è qui che, dopo aver varcato, il cancello sovrastato dalla famosa scritta “Arbeit macht frei” è chiaro e visibile ancora il segno del vilipendio, tragica testimonianza di cosa può fare un uomo ad un altro uomo, un popolo ad un altro popolo. Qui a nostro avviso sono le radici della moderna Europa da condividere e vivere uniti, tutt’insieme, nazionalità diverse, differenti pure nei linguaggi, ma accomunate da un unico destino, da un unico “affetto”. E questa è per noi, per i nostri alunni, la più bella lezione di vita che possiamo trarre dalla Oswiecim polacca di oggi!...
Il giorno che precede la partenza è dedicato all'esperienza sul campo: ogni insegnante è assegnato a una classe nella quale segue alcune lezioni di determinate discipline per rendersi conto di come viene svolto il programma, secondo le regole del sistema polacco; ed anche questa diventa occasione di confronto tra alunni e docenti italiani e alunni e docenti polacchi.
A questo punto il prosieguo del programma è già ben definito, e l'esperienza didattico-pedagogica è servita a comprendere e far comprendere lo spirito del progetto stesso; prima della partenza rimane lo spazio per il saluto a Suor Anna, ai docenti e per una foto di gruppo che imprime le emozioni provate da tutti: alunni e insegnanti, tutti insieme si riparte con dentro le impressioni di questo viaggio, in attesa d'una prossima partenza, del prossimo appuntamento e dell'accoglienza (a maggio 2005 in Italia), insieme, ancora una volta, pronti a tutte le partenze, pronti per la prossima avventura.

Rom – Flughafen Fiumicino: An einem schönen Tag stehen abreisebereit die Schüler und die Lehrer der Schule “Pietro Giannone” von S.Marco in Lamis in der Abfertigungsschlange um abzufliegen, um ein anderes “Abenteuer” zu beginnen, nach Polen zu fahren und dadurch die erste Austauschreise des Projektes Comenius zu verwirklichen.
Einige Schüler sind noch nie geflogen, aber die Angst ist bald vergangen, sobald das Flugzeug abflog. Die Flugreise verlief über Europa und wir sahen Dörfer, Wälder und verschiedene Landschaften. Dann landete das Flugzeug in Krakau, Flughafen “ Johannes Paulus II”, und wir waren bereit weitere 200 km nach Rzeszów mit dem Zug zu fahren.
Am Abend sind wir in Rzeszów angekommen. Das Hotel lag im Zentrum der Stadt. In der Nähe war auch ein italienisches Restaurant, “ Leonardo Da Vinci” aber wir aβen in einem polnischen Restaurant , um die speziellen Suppen und lokalen Hauptgerichte zu probieren. Dort, lernten wir auch das erste polnische Wort: “ginkuja” ( Danke).
Am folgenden Morgen erreichten wir die Schule: Johannes Paulus II, ein religiöses Institut, dessen Direktorin Schwester Anna Telus ist. Sie empfing uns sehr freundlich, sie konnte auch sehr gut französisch sprechen, und das war ein Glück für uns!
Nach dem Programm waren wir sehr beschäftigt und fingen an, mit den anderen Partnerlehrern über die verschiedenen Stufen und die erzieherischen Zielsetzungen des Projektes zu diskutieren.
Während der Arbeitspausen haben wir Rzeszów und das Schloss „Tancut“ sowie andere Städte besichtigt.
Aber zwei Etappen waren für uns sehr wichtig: Krakau und Auschwitz, Lehrer und Schüler haben aus diesem Besuch viel zu lernen!
KRAKAU: eine sehr schöne Stadt, die Stadt mit 100 Kirchen, die Stadt des Papstes, auf ihrem Platz lebte eine vielfältige Welt, die faszinierte uns.
AUSCHWITZ: den Aufenthalt an diesem Ort kann man einfach “bewegend ” definieren. Die Aufschrift “Arbeit macht frei” war da oben….., hinter diesem Gitter ereignete sich das Drama unseres Jahrhunderts. Hier lebt die Geschichte von Anne Frank, Etty Hillesum, von den heiligen M. Kolbe und Edith Stein. Der Mensch war hier beleidigt und gedemütigt.
Aber hier wollen wir auch die Ursprünge des modernen Europas sehen, die wir alle zusammen in unseren Verschiedenheiten teilen und leben müssen.
Am Tag vor der Abfahrt besuchte jeder Lehrer den Schulunterricht, um das polnische Schulsystem kennen zu lernen und mit dem italienischen System zu vergleichen. Jetzt ist die Fortsetzung des Programms schon aufgestellt. Die didaktisch-pädagogische Erfahrung von diesem Austausch war sehr nützlich. Wir sehen uns wieder im Mai 2005 in Italien, um ein neues Abenteuer zu leben.
POLEN UND WIR: ZWEI STIMMEN ZUM VERGLEICH
Rom – Flughafen Fiumicino: An einem schönen Tag stehen abreisebereit die Schüler und die Lehrer der Schule “Pietro Giannone” von S.Marco in Lamis in der Abfertigungsschlange um abzufliegen, um ein anderes “Abenteuer” zu beginnen, nach Polen zu fahren und dadurch die erste Austauschreise des Projektes Comenius zu verwirklichen.
Einige Schüler sind noch nie geflogen, aber die Angst ist bald vergangen, sobald das Flugzeug abflog. Die Flugreise verlief über Europa und wir sahen Dörfer, Wälder und verschiedene Landschaften. Dann landete das Flugzeug in Krakau, Flughafen “ Johannes Paulus II”, und wir waren bereit weitere 200 km nach Rzeszów mit dem Zug zu fahren.
Am Abend sind wir in Rzeszów angekommen. Das Hotel lag im Zentrum der Stadt. In der Nähe war auch ein italienisches Restaurant, “ Leonardo Da Vinci” aber wir aβen in einem polnischen Restaurant , um die speziellen Suppen und lokalen Hauptgerichte zu probieren. Dort, lernten wir auch das erste polnische Wort: “ginkuja” ( Danke).
Am folgenden Morgen erreichten wir die Schule: Johannes Paulus II, ein religiöses Institut, dessen Direktorin Schwester Anna Telus ist. Sie empfing uns sehr freundlich, sie konnte auch sehr gut französisch sprechen, und das war ein Glück für uns!
Nach dem Programm waren wir sehr beschäftigt und fingen an, mit den anderen Partnerlehrern über die verschiedenen Stufen und die erzieherischen Zielsetzungen des Projektes zu diskutieren.
Während der Arbeitspausen haben wir Rzeszów und das Schloss „Tancut“ sowie andere Städte besichtigt.
Aber zwei Etappen waren für uns sehr wichtig: Krakau und Auschwitz, Lehrer und Schüler haben aus diesem Besuch viel zu lernen!
KRAKAU: eine sehr schöne Stadt, die Stadt mit 100 Kirchen, die Stadt des Papstes, auf ihrem Platz lebte eine vielfältige Welt, die faszinierte uns.
AUSCHWITZ: den Aufenthalt an diesem Ort kann man einfach “bewegend ” definieren. Die Aufschrift “Arbeit macht frei” war da oben….., hinter diesem Gitter ereignete sich das Drama unseres Jahrhunderts. Hier lebt die Geschichte von Anne Frank, Etty Hillesum, von den heiligen M. Kolbe und Edith Stein. Der Mensch war hier beleidigt und gedemütigt.
Aber hier wollen wir auch die Ursprünge des modernen Europas sehen, die wir alle zusammen in unseren Verschiedenheiten teilen und leben müssen.
Am Tag vor der Abfahrt besuchte jeder Lehrer den Schulunterricht, um das polnische Schulsystem kennen zu lernen und mit dem italienischen System zu vergleichen. Jetzt ist die Fortsetzung des Programms schon aufgestellt. Die didaktisch-pädagogische Erfahrung von diesem Austausch war sehr nützlich. Wir sehen uns wieder im Mai 2005 in Italien, um ein neues Abenteuer zu leben.